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La cannabis sempre più diffusa tra gli sportivi oltreoceano

cannabis plant

Perché un numero crescente di atleti si interessa al consumo di cannabis come ausilio per migliorare le prestazioni sportive

La ‘contaminazione’ tra wellness, fitness e terapie alternative sta diventando sempre più evidente. Una delle tendenze emergenti in questo panorama è l’uso della cannabis in congiunzione con l’attività fisica.

Questa pianta ha una lunga storia come sostanza ricreativa e medicinale, e una storia più breve, qui in Italia, di prodotto borderline per quanto riguarda la sua variante light, non psicoattiva. Borderline perché, come noto, lo status normativo della cosiddetta cannabis legale è ancora poco definito.

Da un lato, infatti, è possibile acquistarla in diverse forme presso qualunque fornitore, sia nei negozi fisici che online. Il sito italiano Justbob, ad esempio, propone una gamma di hashish legale che contiene primariamente CBD e, pertanto, perfettamente lecito.

Dall’altro, però, il consumo di questi prodotti è ancora considerato illegale e sono acquistabili esclusivamente per collezionismo oppure a scopo ornamentale.

Al di là dell’oceano, per la precisione negli USA, però, la situazione cambia notevolmente in quanto in numerosi Stati americani è consentito perfino l’uso della cannabis tradizionale e, pertanto, è proprio lì che, tornando al tema di questo articolo, si sta diffondendo il suo consumo tra gli sportivi.

Nelle seguenti righe ci proponiamo di esplorare più a fondo questo argomento, fornendo una panoramica basata su ricerche, testimonianze ed esempi pratici di integrazione della cannabis nella routine di allenamento degli sportivi.

Gli effetti della cannabis sulle prestazioni sportive

La relazione tra la cannabis e la performance atletica è un terreno inesplorato per molti, e come con tanti altri argomenti emergenti, è ricca di miti e fraintendimenti.

La verità è che gli effetti di questa pianta sull’attività fisica sono vari e possono dipendere da una serie di fattori, tra cui il dosaggio, la genetica individuale e la tolleranza.

Effetti positivi

La cannabis viene talvolta vantata per i suoi potenziali benefici post-allenamento, in particolare in relazione al recupero. Il cannabidiolo (CBD), uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta, è noto per le sue proprietà antinfiammatorie capaci di aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione, accelerando il tempo di recupero dopo un’intensa sessione di allenamento. Inoltre, alcune persone riferiscono di sentirsi più rilassate e di avere un sonno migliore quando consumano cannabis, il che può ulteriormente promuovere il recupero e la rigenerazione muscolare.

Effetti negativi

Tuttavia, come in ogni aspetto della vita, anche in questo è presente un rovescio della medaglia. Consumare cannabis, specialmente quelle varietà ad alto contenuto di THC (tetraidrocannabinolo), prima dell’allenamento potrebbe influire negativamente sulla concentrazione, sulla coordinazione e sull’equilibrio. Questo potrebbe non solo compromettere l’efficacia dell’allenamento, ma potrebbe anche aumentare il rischio di infortuni. Inoltre, la cannabis può influenzare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, il che potrebbe non essere ideale per tutti, specialmente per coloro che hanno condizioni mediche preesistenti.

In sintesi, mentre ci sono evidenti benefici associati all’uso della cannabis in relazione all’allenamento, è essenziale che gli individui procedano con cautela e si informino adeguatamente prima di incorporarla nella loro routine di allenamento.

Naturalmente, tutto questo vale a patto che ci si trovi in un Paese nel quale il suo consumo sia consentito, cosa tutt’altro che banale in quanto nella maggior parte del mondo (compresa la quasi totalità degli Stati membri della UE, tra i quali l’Italia) è considerata ancora una sostanza illecita.

Cosa ne pensa la ricerca medica?

Quando si tratta di cannabis e prestazioni sportive, è essenziale basare le proprie decisioni e opinioni su dati scientifici concreti. Negli ultimi anni, sono stati condotti numerosi studi per esaminare l’interazione tra questa pianta e l’esercizio fisico, e i risultati sono stati misti.

Per cominciare, la ricerca ha più volte evidenziato i benefici anti-infiammatori del CBD, potenzialmente in grado di aiutare nel recupero muscolare, riducendo il dolore e l’infiammazione post-allenamento. Alcuni studi hanno anche suggerito che il cannabidiolo possa aiutare a gestire lo stress ossidativo, una delle principali cause di affaticamento muscolare.

D’altro canto, gli studi sull’effetto del THC, il principale composto psicoattivo della cannabis, sulle prestazioni sportive sono stati meno promettenti.

Anche se alcuni atleti riferiscono di trarre beneficio dal suo effetto rilassante, esiste una chiara evidenza che tale sostanza possa compromettere le funzioni cognitive, la coordinazione e la reattività, fattori chiave in molte discipline sportive.

Testimonianze degli atleti

Nel trattare questo tema è importante considerare anche le esperienze personali di coloro che sono sul campo, ovvero gli atleti stessi.

Tra gli sportivi più noti per aver espresso un parere positivo nei confronti del suo consumo al fine di migliorare le prestazioni ci sono:

  • Nate Diaz, lottatore di MMA che ha fumato CBD con un vaporizzatore durante una conferenza stampa post-combattimento nel 2016, sottolineando come il cannabidiolo lo aiuti a recuperare fisicamente dopo gli incontri;
  • Eugene Monroe, ex giocatore della NFL e difensore dell’uso medico della cannabis. Ha sottolineato come questa sostanza possa essere una soluzione più sicura per la gestione del dolore rispetto agli oppioidi;
  • Riley Cote, ex giocatore della NHL che ha fondato l’organizzazione ‘Athletes For Care’ che promuove l’uso di cannabis come medicina naturale e sottolinea i suoi benefici per la salute mentale e fisica.

In conclusione

La relazione tra cannabis e sport è un tema di grande attualità e dibattito.

Mentre alcuni studi e testimonianze suggeriscono che possa apportare dei benefici, come il sollievo dal dolore, il recupero più rapido e una migliore concentrazione, altri mettono in evidenza potenziali rischi e svantaggi, come una diminuzione della motivazione, problemi di coordinazione e tempi di reazione rallentati.

È anche evidente che la cannabis non ha lo stesso effetto su tutti gli individui. Pertanto, mentre le testimonianze degli atleti sopracitate possono fornire una preziosa fonte di informazioni in merito, è fondamentale che ogni individuo, nell’eventualità di essere libero dal punto di vista normativo di assumerla, consideri attentamente e, se possibile, consulti professionisti della salute prima di prendere decisioni relative al suo uso in un contesto sportivo.

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